
Così cantava il cantauotre spagnolo Juan Antonio Canta. E' vero, Greenaway e uno dei registi più personali, particolari e differenti del mondo. Nei suoi film non c'è spazio per la struttura classica o le formule previste. Lui fa una scomessa estetica privata dove entrano in gioco arte, musica, narratologia e atmosfere surreali. Oggi sarà a Bologna, in ocassione del Artefiera 2006, per presentare il suo megaloprogetto "
Le valigie di Tulse-Luper". Come sempre, proposto dalla Cineteca di Bologna. Taglio e copio del programma:
LE VALIGIE DI TULSE LUPER – LA STORIA DI MOAB (
The Tulse Luper Suitcases, Part1: The Moab Story, GB-Spagna-Italia-Lussemburgo-Olanda-Russia-Ungheria-Germania/2003) di Peter Greenaway.
Tulse Luper è il curioso protagonista della lunga saga ideata da Greenaway. Tulse Luper attraversa luoghi e tempi, passando da un carcere all’altro, e si trova ad avere a che fare con i grandi eventi storici del Novecento. Il suo percorso inizia nel 1928, con la scoperta dell’Uranio in California, perconcludersi, nell’ultimo episodio, con la caduta del muro di Berlino, nel 1989.Greenaway ricostruisce la storia di Tulse Luper attraverso le sue novantadue valigie, pretesto per ciascun episodio.
Il progetto non consta soltanto dei film (per adesso ha girato altre due), ma un libro, diversi cd-rom e programmi tv, oltre ai continui aggiornamenti sul web (
http://www.petergreenaway.com)
Sinceramente: da non perdere.
Dove: Cineteca di Bologna, v. Azzo Gardino 65Ore: 20:00