Camelot!

- Camelot!
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- It's only a model.
Oggi, a Bologna, MONTY PYTHON E IL SACRO GRAAL (1975)
Dove: Cineteca Lumière, via Azzo Gardino 65
Ore: 19:45

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Oggi, a Bologna, MONTY PYTHON E IL SACRO GRAAL (1975)
Dove: Cineteca Lumière, via Azzo Gardino 65
Ore: 19:45
Domani, serata di cortometraggi al MODO Infoshop. Copio e incollo:


Grande opportunitá questa sera allo Zo Café per vedere Chris Brokaw, chitarrista newyorkese di band come Codeine, Come, Pullman e The New Year. La serata é all'interno di Murato e prevede prima e dopo il concerto il dj set di Jonathan Clancy (radio cittá del capo).
Il 15 febbraio a Bologna Marco Paolini e Gian Antonio Stella presentano Tribù. Cantacronache di anni azzuri. Canzoni di Gualtiero Bertelli e Paolo Favorido. Alla chitarra Simone Nogarin. Con la partecipazione straordinaria di Bebo Storti.




La mostra rimane a Bologna fino il 2 Marzo.
Dove: Modo Infoshop, via Mascarella 24/b
Ore: 18:30

Dove: Cineteca Lumière, via Azzo Gardino, 65THE SHORT FILMS OF DAVID LYNCH (2002)
Gli inizi – e in generale
i cortometraggi – di David Lynch appartengono sia alla storia dell’arte contemporanea che a quella del cinema. Tecniche miste di ripresa e animazione
permettono di insediare le prime fantasie orrende su nonne che crescono come piante (The Grandmother) o su lettere che si accoppiano insensatamente (The Alphabet). Il piacere dell’assurdo porta a dialoghi surrealisti tra sordi (letteralmente, The Cowboy and the Frenchman) o a rivoluzionarie sit-com con personaggi vestiti da conigli. Serve aggiungere altro?
Mi arriva questa e-mail che può essere interessante, una presentazione di un libro questo pomeriggio:
Walter Mazzarella presenta Ricordi Migranti, un’opera che
delinea, attraverso il colore, il ricchissimo orizzonte culturale della
libreria.
Walter Mazzarella, artista veneziano noto per l’uso sperimentale di
materiali extrapittorici, torna alla tela e al colore per creare una struttura a capitoli letteraria dove tele diverse, accostate, divengono un pannello unico e sequenziale. Ricordi di Migranti è un quadro non finito, raccoglie dieci storie che potrebbero diventare cento, un incontro fra realtà diverse e violente, un viaggio che parla di spazi caotici e di traiettorie plausibili, di singoli uomini e d’intere comunità. In questo caso il collante che unisce le memorie è il colore, in altri, sembrano dire i libri, unica cornice ammessa, ci sono le parole.
Mi incuriosice molto il film che offre oggi in anteprima la cineteca di Bologna, per tante raggioni:
Quattro settimane di incubo, prigioniera dei mujaheddin iracheni e poi la gioia della liberazione, interrotta dall’attacco delle truppe americane, che ha causato la morte di Nicola Calipari.
